Navicella interstellare Zaion

Posted by admin | Posted in Racconti | Posted on 01-09-2009

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Zaion

*** Zaion ***

“Se continuano così ci ridurranno un colabrodo, Signore”.
- “Colabrodo Zaion??” -
- Sistema scudi 24 percento.
Gli scudi sono al minimo, signore, dobbiamo toglierci di torno quei caccia.

- “Lo so, cosa credi stia tentando di fare!”

- “Raggi a particelle in arrivo nord, nord-ovest, Signore…”
- “Ebbene, un po’ di fuochi d’artificio non guastano mai!”

- “Fuochi, Signore?”
- “Poi ti spiego Zaion…” “poi ti spiego”…

- “Comandante! Caccia U.T.O in arrivo, missili ad incandescenza armati…”
- “ricevuto Zaion, guido io la traiettoria… bersaglio agganciato… schivano i colpi con missili termo riflettenti… ACH! Non ci voleva…”

“Zaion, arma i laser!”

- “Livello laser basso signore…”

- “mai una bella notizia, vero? Passo ai comandi manuali Zaion”.
- “Ma Signore…”
- “Forza! comandi manuali ho detto!”
- “Commutazione avvenuta, signore, configurazione biotronica in corso… comandi manuali attivati.  -  Sistema scudi 18 percento.

Sistema scudi 12 percento, in diminuzione…

- “Manovra evasiva!”
- “Ma signore?? Un salto ora potrebbe essere letale…”
- “Ho potenziato io stesso la struttura di questa baracca, Zaion! Salto in iperspazio, ora!”
- “Salto immediato signore, … Flusso canalizzatore attivato, al tre: 1, 2, 3…”

“Rapporto danni Zaion. Il salto in iperspazio deve averne fatti parecchi…”
“Zaion? Zaion, mi senti?”.
….zzzz… …zzzzz… z..z. z.. ccrrrrrshhhh   sono qui Signore… zz….

- “Hey, mi hai fatto spaventare!”
- “Mi dispiace signore, il sistema neuronale biomeccanico era andato in panne, per usare un termine di voi umani”.

- “A si? E da quando usi terminologia terrestre?”
- “Da quando lavoro con lei, Signore…”
- “Ti ho detto di chiamarmi James?”
- “Si, Signore”.

Fuori lo spazio immenso. Alpha Centauri, costellazione di Rigon. James Cunnichan, primo e unico ufficiale della navicella galattica interstellare Zaion, guarda oltre lo spettro visivo. Fuori il mare di Kunf, uno sciame di stelle unico e luminoso, superiore per magnitudine e grandezza alla via lattea.

In sottofondo un brano di Johnny Cash: “Mercy Seat”.

- “Zaion, questo rapporto?! Sento puzza di bruciato e alcuni comandi non rispondono…”
- “Subito signore, James, signore”: “Sistema in avaria 27 percento. Scudi andati James. Motore sinistro in avaria. Motore destro al 40 percento potenza supplementare. Computer, salvo per miracolo!”

- “Non sei spiritosa Zaion. Rapporto sistema neuronale?”.
- “Sistema neuronale perfettamente integro Signore, il deflettore biomeccanico ha retto.
- “Good! Qui ci vuole una birretta per festeggiare!” – Non ci trovo nulla da festeggiare Signore, la nave cade a pezzi e il primo pianeta non ostile è anni luce da qui…”

- “Prendiamoci un po’ di tempo Zaion goditi il momento, guarda che spettacolo là fuori! Il viaggio è ancora lungo”.

– “Spettacolo signore?”

Web Web Web: Palindromi d'inchiostro e tecnologie

Posted by Fender | Posted in Momenti, Racconti | Posted on 17-07-2009

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nerdsQuando la buona tecnologia si espande sino alle estremità, rischia di sconfortare anche i più avvezzi e navigati. Quelli che negli anni ottanta, con a bordo occhiali serrati con il nastro adesivo e sguardo perso nel vuoto telematico si facevano chiamare Nerds, oggi sono sparsi ovunque. Riconoscibili dal loro profilo su Facebook e percepibili dietro ogni angolo. Manager, baristi, studenti, ambulanti e pure qualche maniaco.

Oggi siamo un po’ tutti Nerds, ma siamo anche pirati informatici, hacker bianchi e neri, siamo blogger, siamo abitanti virtuali di Social Network, siamo Second life e poco dopo abbiamo già cambiato dimora digitale. C’è chi rimpiange quella mancanza di comprensione ogniqualvolta si parlava di bit e byte; ti guardavano tutti dal basso verso l’alto. Ho scattato una fotografia del passato e mi sono ritrovato a metà tra ieri ed oggi; però non indosso, ancora, gli occhiali…

Giudizi universali

Posted by Fender | Posted in Momenti, Racconti | Posted on 15-07-2009

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pesce-rosso

Mi sono ricordato di quando “pescavo” i pesci rossi alle giostre vicino casa. Una pallina, alcuni vasetti di vetro – tutti uguali -  con un foro al centro poco più ampio della stessa pallina da ping pong utilizzata per vincere l’agognato premio marino. Il trucco secondo me era proprio nella pallina. Sei convinto di fare centro perché tanti vasetti messi uno accanto all’altro sembrano garantire ampie probabilità di successo, invece è proprio la loro vicinanza a costringere la pallina a rimbalzare fino a cadere irrimediabilmente nella tasca di stoffa cucita ai bordi del tavolo.

Io il pesciolino rosso lo portavo a casa lo stesso, perché i miei genitori si commuovevano e lo compravano. Qualche tempo dopo mi sono fatto furbo e sporgendomi a dismisura quando la signora  si distraeva, facevo cadere la sfera dritta nel primo vaso di vetro posto all’estremità del gioco.

Beh, in fondo si trattava di dare una più o meno fissa dimora al pesce di turno costretto in pochi centimetri d’acqua e offrirgli qualche boccata d’ossigeno stipandolo dentro una altrettanto vetrosa bolla poco più capiente. Nessuna logica perversa. Un giudizio, semmai, lo possiamo trarre a posteriori.  La casualità, se non forzata, è importante affinché si possa mantenere un equilibrio. Le scelte che facciamo sono sempre vincolanti, ma non sempre totalmente indipendenti. Se la pallina rimbalza non è detto che finisca in quel vasetto. Magari finisce in un altro solo apparentemente identico agli altri…

PS.
Se volete, oggi, i pesci rossi si possono persino adottare

Casi particolari

Posted by Fender | Posted in Racconti | Posted on 21-03-2009

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D’un tratto, come la scoperta dell’acqua calda, qualcuno ti aiuta ad aprire meglio gli occhi e noi aspetteremo quel giorno di cui Clay Shirky parla nell’estratto che segue:

“…La società non ha bisogno dei giornali, ha bisogno di giornalismo. Per un secolo l’imperativo di rafforzare il giornalismo e quello di rafforzare i giornali sono stati così collegati da diventare indistinguibili. È stato un caso felice, ma oggi dobbiamo trovare altri modi di rafforzare il giornalismo.

Se spostiamo l’attenzione da “salvare i quotidiani” a “salvare la società”, l’imperativo di “salvaguardare le istituzioni esistenti” si trasforma in quello di “fare qualunque cosa funzioni”. E quello che oggi funziona è diverso da quello che funzionava prima.

Nei prossimi decenni il giornalismo sarà fatto di una serie di casi particolari. Molti di questi modelli saranno creati da amatori, ricercatori e scrittori. Altri dipenderanno da sponsorizzazioni, sovvenzioni e donazioni. Molti altri esisteranno grazie a un gruppo di quattordicenni pieni di energia che diffonderanno le notizie.

Molti di questi modelli falliranno. Non sarà un solo esperimento a sostituire quello che stiamo perdendo con la fine del giornali, ma con il tempo l’insieme degli esperimenti che funzionano potrebbe darci il giornalismo di cui abbiamo bisogno”.

Tratto da: Internazionale.it – un articolo di Clay Shirky

come fare per…

Posted by Fender | Posted in Racconti | Posted on 10-03-2009

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Salve, ho bisogno di alcuni ingredienti per fare una torta al cioccolato, mi sa indicare quali?
- Certo! Google!!

Buonasera, dovrei comprare un prodotto per lavare questa camicia, mi sa dire cosa posso utilizzare?
- Certamente! ha provato con Google?
Signora mi scusi, dovrei andare alla Metrò più vicina, mi sa indicare la strada?
- Si, ha provato con Google!?

é possibile mai che oggi Google è lo strumento senza il quale non siamo in grado di svolgere più neanche le azioni quotidiane senza doverci imbrattare le dita di bit e byte? Ma poi sarà vero che Google ci porta dove vogliamo noi e non dove vogliono loro? Non sarà che i contenuti che visualizza siano quelli che, in effetti, vuole mostrarci? Uno spaccato di realtà? E’ vero dunque che se non sei su Google di fatto non esisti?

Un bonifico

Posted by Fender | Posted in Racconti | Posted on 23-09-2008

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Un breve aggiornamento dal centro estetico più euforico del momento, per dirvi che abbiamo provveduto ad effettuare il bonifico. Presto avremo nuove foto e qualche aggiornamento sulla casa dei Changuitos!

Salutos Amigos :)

Amico Passeggero

Posted by Fender | Posted in Racconti | Posted on 15-09-2008

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Lo dice la parola stessa,

lui, il passeggero, passa. il passeggero va da un punto A ad un punto B seguendo una linea retta senza mai entrare in confusione. Nel momento in cui lo vedi, lo hai perso immancabilmente. L’effetto che genera è quello memoria; ti sembra di averlo incrociato, almeno con lo sguardo, ma in realtà è già andato e ciò che vedi è la sua flebile scia. Un momento, lontano, del suo essere passeggero. Il passeggero prende a calci la sua ombra per fare prima, e spesso lo identifichi dal suo bagaglio; non un volto o una semplice maschera, ma una borsa striminzita, uno zaino rigonfio o una grossa valigia di pelle; mai, dico mai, il suo sguardo. Il passeggero più accorto è quello che si guarda intorno per cercare un bar o una tabaccheria dove rifornirsi per il viaggio. Gli altri, che osano meno, puntano fissi verso il vuoto, al centro della strada e via, verso il proprio destino. Il passeggero vola, va su gomma, sul mare, o su rotaie, non importa cosa lo trasporta; lui ha sempre lo stesso pensiero: passare. Noi abbiamo sempre il medesimo presentimento… il prossimo!

“Ogni uomo mente, dategli una maschera e sarà sincero”

Sushi Bar…

Posted by Fender | Posted in Momenti, Racconti | Posted on 15-06-2008

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Tanto ti prendo, è inutile che scappi. Tanto ti prendo, e smettila di saltellare qua e là come se fossi rimasto soltanto tu. Scivoli via, ti dimeni, sbatti la coda e mi guardi fisso… tanto ti prendo, si che ti prendo. Dall’oriente sono venuto e porto con me tutto il mio sapere; le magiche arti del Kung Fu! Tanto ti prendo, tanto ti prendo.

Terra marziana, terra di nessuno

Posted by Fender | Posted in Racconti | Posted on 12-06-2008

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Ballavano sulla pista di lancio, ballavano negli uffici, ballavano nelle sale informatiche. Tutti i tecnici della Nasa hanno fatto festa quando la sonda Phoenix, spedita su Marte per recuperare alcune particelle di sabbia marziana, ha finalmente raccolto il suo prezioso bottino. La terra di Marte è ora nelle nostre mani grazie ad un braccio robotico che ha faticato non poco per scavare una buca sul Pianeta Rosso. E la nostra Terra? Che fine farà? Sarà forse un enorme pattumiera dalla quale fuggire verso lidi lontani? La terra che usiamo qui al centro estetico per i massaggi rigeneranti, invece, è frutto di tanto lavoro. Un ritrovato unico, fatto di pensieri, trovate geniali, acume e un ingrediente segreto. Quale? venite a scoprirlo!

Hard at Work, salta il 21!!

Posted by Fender | Posted in Racconti | Posted on 10-06-2008

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Lavoro, lavoro, lavoro. Un’aspettativa di tanti ragazzi di oggi. L’affannosa ricerca di una sistemazione, anche temporanea, è il pallino del giovane (o meno giovane) virgulto dei nostri tempi. Carne al fuoco? Poca. Soluzioni? Poche. Fregature? Un numero illimitato, che vanno dai call center (approdo sicuro ma allo stesso tempo ricco di insidie), fino alle molteplici “cantastorie srl”; società più o meno farlocche che decantano le lodi dell’azienda e tessono i loro successi cercando di vendere un discreto quantitativo di fumo. E a proposito di lavori, quelli della mia piccola dimora non ci permettono di confermare la data del 21 giugno prossimo. Ergo, con largo anticipo vi segnalo la nuova data del Patata Party che sarà il 5 luglio prossimo. Adesioni? Forza ragazzi! Commentate gente, commentate…