Foursquare: geolocalizza, gioca, vince
Posted by Fender | Posted in Notizie | Posted on 09-06-2010
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Come si passa dal gioco virtuale, alla vita virtuale e poi a quella vera e ritorno? L’intrattenimento mobile con metodologie geolocalizzate, si evolve fino a diventare un “must” con Foursquare; applicazione milionaria, almeno a giudicare dal numero di investitori e dalla pletora di utenti che ogni giorno si localizzano e “conquistano” postazioni digitali in altrettante mappe. Da Google a Facebook, passando per Twitter e YouTube. L’idea originale è, dunque, promossa e premiata ancora una volta. Il creatore di Foursquare, poco più che trentenne, è Dennis Crowley, newyorkese, giovane con l’idea giusta al momento giusto. L’assioma nasce per caso da un fungo disegnato, veduto stilizzato lungo le strade della Grande Mela. La memoria corre alle scorribande di quel Super Mario, instancabile idraulico, che fu (é) momento ludico e geniale realizzazione. C’è chi afferma che solo una mente “nerdy” possa generare dalla semplice commistione di buona tecnologia ed esperienze provate sulla propria pelle, possibili e ghiotti “utensili” validi per più di un’occasione. Un concentrato di attività che si genera da presupposti distanti solo in apparenza. La confessione di Mark Zuckenberg su come è nato Facebook e il suo amore perduto, è infatti un esempio lampante. All’intrattenimento si abbina poi un esercizio, ormai più che frenetico e sociale, che consente – previo GPS incorporato – di localizzarsi su mappe virtuali nei pressi di qualsivoglia ubicazione. Si parte dai Bar, e si finisce ai musei con un preciso check-in e un numero relativo di punti incamerati. L’aspetto ludico è interessante e giunge propizio mescolando ingredienti selezionati “ad hoc” dal mondo dei videogiochi. Sprazzi e passatempi di allora (chi non ricorda il ruba bandiera e la caccia al tesoro), contestualizzati a dovere, miscelano il presente con il passato.
In buona sostanza una motivazione in più per generare appeal. Il lato sociale, poi, si integra alla perfezione. Si vincono punti, dicevamo, raggiungendo per primi alcune location, mentre i più fortunati collezionano ninnoli e simboli ricordo (il fungo nintendiano ha fatto scuola). Sta di fatto che su Foursquare si creano percorsi alternativi, siti inesplorati ora aperti a chi non ne è a conoscenza. La scelta si amplia e si amplifica. La rete diventa fitta e ghiotta di nuove opportunità. Basta spostarsi da un punto ad un altro e generare il proprio segnaposto. consigliare, scattare una foto e lasciare una piccola briciola che sa di favola ma che oggi è tanto concreta.
Eppure tali piccole meraviglie continuano a proliferare solo oltreoceano, laddove l’idea è quasi sempre seguita da una possibilità e la possibilità da un investimento utile. Guarda caso si vince quasi sempre e si conquista il mondo, quello virtuale, ma c’è spazio, almeno per una fetta di quello reale. Sono dunque queste le applicazioni del nostro futuro? Saranno le reti dinamiche a produrre interesse, generare profitti e costituire nuovi punti di incontro e conoscenza?
