Piccoli motori di ricerca crescono, ora quelli computazionali
Posted by admin | Posted in Notizie | Posted on 30-06-2010
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Il question time del Web non è certo prerogativa dei motori di ricerca. Anche i più blasonati come Google, difficilmente rispondono alle domande poste dagli internauti. Ma ci sono alcune realtà della Rete che cominciano, timidamente, a dare risposte ai nostri quesiti. Un progetto che farà parlare di sé e che rappresenta un momento cognitivo di grande impatto è “WolframAlpha.com“. L’idea nasce dalla mente di Stephen Wolfram scienziato che si è fatto conoscere per aver sviluppato “Mathematica” il più famoso ambiente di calcolo multipiattaforma, e per i suoi contributi nella ricerca sulla fisica delle particelle e l’algebra simbolica (tanto per citare alcune realtà in cui ha messo il suo zampino).
L’idea si è concretizzata dando vita ad un motore in grado di esaudire quel desiderio atavico di conoscenza, innato nella nostra specie. In effetti il progetto “WolframAlpha” rappresenta la svolta generazionale, almeno negli intenti. Il cambio di rotta è infatti piuttosto allettante. Una domanda rivolta al proprio Personal Computer finalmente può dare una risposta immediata, precisa e ficcante senza dover districarsi nei meandri della Rete. Il ricordo, per i più avvezzi alla fantascienza potrebbe riportare alla mente alcune scene della serie televisiva di Star Trek; insomma un medium telematico in grado di fornire la risposta giusta senza troppi “fronzoli”.
Questo passo evolutivo rappresenterebbe lo status symbol dell’uomo informato. Una soluzione che sembra passare per buona. Peraltro un metodo analogo, magari potenziato potrebbe risolvere quella sorta di avvicendamento sistematico uomo-macchina che sempre più sta spostando l’essere umano verso il mezzo elettronico e non viceversa. Il motore di WolframAlpha è in grado di risolvere calcoli, identificare la composizione di materiali e sostanze, individuare cast e crediti di film e musica, nonché elargire coordinate geografiche, composizioni chimiche di medicinali e via dicendo.
In buona sostanza uno strumento in grado di riportare l’uomo alla corretta attenzione durante qualsivoglia situazione, sia di svago che lavorativa, per poter concentrare gli sforzi mentali sul proprio operato. Nessuna dispersione di energie a caccia di dati su Internet o sui forum tematici oppure sul Social Network più o meno blasonato. Ci sarà dunque un’inversione di tendenza dove il Web documentale, ad uso e consumo della ricerca di informazioni, occupi meno tempo per la consultazione garantendo più risorse mentali per la realizzazione di idee.
Parallelamente ci sono gli sviluppi in campo semantico. Uno dei padri fondatori del World Wide Web, il Professor Tim Berners-Lee, afferma ormai da anni che il Web, così come lui stesso l’ha percepito e creato, fa parte di quelle innovazioni sociali più che tecniche. Ma immagina macchine semantiche che svolgeranno il lavoro analitico. Dice infatti: “finalmente, si materializzeranno quegli ‘agenti’ intelligenti sognati per decenni. Questo Web comprensibile alle macchine si concretizzerà introducendo una serie di progressi tecnici e di adeguamenti sociali attualmente in fase di sviluppo”.
Dunque la strada che porta al web semantico è ancora lunga, nel frattempo possiamo fruire in modo coscienzioso di consigli utili per mantenere un buon rapporto con il Web. Tra i tanti, ci viene incontro il pensiero di John Freeman, scrittore statunitense e critico letterario che ci suggerisce una politica della “slow communication” per ridurre lo stress, senza dubbio ma soprattutto riportare il lavoro intellettuale – ma non solo – su un unico binario e distrarre la concentrazione dalle prerogative multitasking proprie delle macchine.



