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Il prossimo Patata Party ci sconvolgerà la mente il 5 settembre 2009… Stay Tuned!
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Il prossimo Patata Party ci sconvolgerà la mente il 5 settembre 2009… Stay Tuned!
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Luogo: Salvador, Bahia, Brasile.
Settore: Promozione della salute
Beneficiari: circa 70 bambini e ragazzi affetti da HIV/AIDS o che vivono in famiglie affette dal virus.
Finanziamento previsto nel 2009: € 3.000, pari alle spese di un mese del centro diurno.
Per rispondere alle esigenze dei beneficiari in uno spazio meno vulnerabile alle discriminazioni sociali, la IBCM ha predisposto un Centro Diurno di assistenza a persone con HIV/AIDS in un quartiere periferico di Salvador de Bahia. Obiettivi del Centro sono: il reinserimento nel tessuto sociale, rinforzo educativo, alimentazione, assistenza medica e accompagnamento psicopedagogico ai bambini. Molte famiglie che convivono con l’AIDS frequentano quotidianamente la struttura per partecipare a gruppi di convivenza, laboratori di generazione di reddito, mandano i propri figli per partecipare ad attività para-scolari e di socializzazione, ricevono orientamento e appoggio, ma anche alimentazione e aiuto per le proprie necessità più urgenti.
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Gentili amici del Centro,
un breve aggiornamento per comunicarvi che abbiamo aggiornato la piattaforma tecnologica, il motore che fa girare questo sito. Wordpress giunge alla versione 2.8 e noi prontamente abbiamo preso la palla al balzo ed effettuato tutte le modifiche. Si, lo so, non si vede nessuna differenza…
Approfitto però per dirvi che il prossimo Patata Party è previsto per il mese di settembre… Stay Tuned!!
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D’un tratto, come la scoperta dell’acqua calda, qualcuno ti aiuta ad aprire meglio gli occhi e noi aspetteremo quel giorno di cui Clay Shirky parla nell’estratto che segue:
“…La società non ha bisogno dei giornali, ha bisogno di giornalismo. Per un secolo l’imperativo di rafforzare il giornalismo e quello di rafforzare i giornali sono stati così collegati da diventare indistinguibili. È stato un caso felice, ma oggi dobbiamo trovare altri modi di rafforzare il giornalismo.
Se spostiamo l’attenzione da “salvare i quotidiani” a “salvare la società”, l’imperativo di “salvaguardare le istituzioni esistenti” si trasforma in quello di “fare qualunque cosa funzioni”. E quello che oggi funziona è diverso da quello che funzionava prima.
Nei prossimi decenni il giornalismo sarà fatto di una serie di casi particolari. Molti di questi modelli saranno creati da amatori, ricercatori e scrittori. Altri dipenderanno da sponsorizzazioni, sovvenzioni e donazioni. Molti altri esisteranno grazie a un gruppo di quattordicenni pieni di energia che diffonderanno le notizie.
Molti di questi modelli falliranno. Non sarà un solo esperimento a sostituire quello che stiamo perdendo con la fine del giornali, ma con il tempo l’insieme degli esperimenti che funzionano potrebbe darci il giornalismo di cui abbiamo bisogno”.
Tratto da: Internazionale.it – un articolo di Clay Shirky
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Come sottotitolo potrei utilizzare: la natura incontaminata del consulente. Si, perché oggi più che mai mi sono reso conto di quanto sia difficile la vita di chi – a onor del vero – cerchi, annaspi, raschi il fondo dell’ignoranza per tirarne fuori qualcosa di buono.
Sta di fatto che mi sono posto un semplice quesito. Niente di troppo impegnativo o che possa suscitare un referendum, ma tant’è che mi sono arrovellato su una questione molto in voga al giorno d’oggi: l’egocentrismo strutturale. Perché strutturale? Tutto accade quando si vanno a toccare situazioni statiche. Momenti ben protetti, creati ad Hoc. Un bozzolo di seta a cui nessuno può accedere. Il problema si pone quando l’elemento di disturbo, il consulente d’assalto, ignaro di questa “stasi occupazionale” avvolta da preziosità di ogni sorta, fa un passo di troppo e intacchi l’idillio. A questo punto scatta il sistema di autodifesa, ovvero l’egocentrismo strutturale.
La paura di perdere peso; un peso che conta, la fiducia nel proprio superiore; la crasi di tutte le competenze (ormai vetuste) vacilla. Eccerto! Dopo anni di giacenza ti sei accorto che non bastano più le novità di dieci anni prima e che forse non sono poi così tanto nuove come pensavi. Ti sei accorto che qualcuno ha, nell’intimo della sua conoscenza, messo in moto un meccanismo perverso che si estrinseca in un unico modo: più lavoro! Più lavoro chiama altro lavoro e bisogna abbandonare quella posizione di tutto rispetto fatta di panciolle, poltrona e uno scrigno di sapere che puzza di muffa!
quante cose si imparano al giorno d’oggi…